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Giornata formativa SISTRI

Giornata formativa SISTRI in Roma o presso vs. sede
 
alla c.a. del Sig. Amministratore Delegato
e, p.c., Sig. Direttore generale,

Con il d.l. 192/14, art. 9 ("Proroga di termini in materia ambientale"), comma 3, viene
prorogato, fino al 31 dicembre 2015, il regime di "doppio binario", per l’entrata in vigore
delle sanzioni per il mancato o non corretto utilizzo del SISTRI.
Proprio per conoscere meglio le complesse problematiche legate al SISTRI e non
incorrere quindi nelle sanzioni, il CEIDA propone alla Sua attenzione una giornata di
formazione sull'argomento - organizzabile presso la Vs. sede in date e condizioni da
concordare - in particolare sulle procedure ed operazioni che i Delegati SISTRI di
un’azienda devono attuare per poter adempiere alle prescrizioni normative.
Di seguito presentiamo il programma in sintesi del corso (disponibile a richiesta quello
particolareggiato).
 
 
La gestione documentale del rifiuto e il SISTRI
1 giornata
Orario 9-13 / 14-17
RELATORE: Dott. Stefano SASSONE - Docente di Economia dell’ambiente
 
OBIETTIVI: illustrare ai Delegati SISTRI procedure ed operazioni che sono chiamati a
svolgere lungo il corso delle attività di tracciamento dei rifiuti che l’azienda è chiamata a
gestire, dalla procedura di riallineamento alla trasmissione dei dati al Sistema
informatico, passando per la descrizione della modulistica cartacea (Registri, Formulari)
e relative modalità di compilazione, accompagnando i discenti con esempi ed
esercitazioni pratiche in aula.
 
PROGRAMMA in sintesi:
 Il quadro normativo di settore relativo alla gestione del rifiuto in Azienda.
 Concetti di rifiuto urbano e speciale, sottoprodotto, deposito temporaneo;
certificato analitico; attribuzione del codice CER.
 Il modello cartaceo di tracciamento dei rifiuti. Il Formulario identificazione rifiuto: il
Registro di carico e scarico. Il MUD.
 Il modello informatico di tracciamento dei rifiuti, il SISTRI. Introduzione e aspetti
normativi.
 La trasmissione dei dati al sistema.
 Le operazioni di base in area autenticata.
 I casi pratici.
 Gli esempi degli errori più frequenti e relative sanzioni.
 Particolari categorie di rifiuti.
 
 

OBIETTIVI E DESTINATARI

Il seminario prende le mosse dalla situazione di diffuso e all’apparenza inarrestabile “inquinamento idrogeologico e idraulico” che contraddistingue l’Italia. Per affrontare questa vera e propria “emergenza nazionale”, l’ultima misura adottata, a livello nazionale, è il d.l. 12/9/14, n. 133, convertito in l. 11/11/14, n. 164 che, tra l’altro, contiene l’istituzione di una struttura di missione per il superamento dell’emergenza idrogeologica nonché semplificazioni procedimentali volte a permettere una celere realizzazione (anche) di opere dirette a rimuovere situazioni di rischio idraulico e idrogeologico.

Uno degli obiettivi consiste, senz’altro, nell’esaminare, anche in chiave critica, la disciplina contenuta nel d.l. 133/14, soppesandone il prevedibile impatto concreto ai fini dell’effettivo superamento della grave situazione di dissesto e di rischio ancora oggi in atto. In realtà, lo scopo principale di questo modulo è ben più vasto e consiste nell’offrire agli utenti una analisi tendenzialmente esaustiva del vigente quadro, normativo, organizzativo e gestionale disegnato dal legislatore (europeo, statale e, segnatamente, regionale) per garantire la difesa del suolo e della popolazione dai rischi idraulico, idrogeologico e alluvioni, segnalandone criticità e punti di debolezza.

Il seminario è destinato principalmente ad amministratori, dirigenti e funzionari che operano presso Amministrazioni statali, Enti pubblici territoriali, Autorità di bacino, ARPA. Esso può interessare anche professionisti dell’area tecnica e legale desiderosi di ampliare e approfondire il proprio bagaglio di conoscenze nel settore ambientale.

 

PROGRAMMA

  1. Premesse d’inquadramento.- Il quadro d’insieme dei rischi legati alla difesa del suolo. Concetti e nozioni fondamentali. Ambito di riferimento tecnico e normativo.
  2. La gestione del rischio idrogeologico.- Il concetto di rischio idrogeologico. Il vigente quadro normativo-istituzionale. Ricognizione delle fonti normative vigenti: dal R.D. 2637/23 alla nuova impostazione della l. 183/89. Gli interventi per affrontare situazioni di emergenza idrogeologica: il d.l. 180/98 dopo il disastro a Sarno e il d.l. 279/2000 dopo il disastro a Soverato. Il nuovo assetto "a regime" del d.l.vo 152/06 e s.m.i. La logica e la visione dei più recenti interventi fino al d.l. 133/14 (nel corso di altri disastri).

La rilevanza attuale della risalente disciplina del R.D. n. 2637/23 in tema di vincolo idrogeologico. Riferimenti alle normative regionali per la disciplina del “vincolo idrogeologico”. La centralità attuale della disciplina della “pianificazione di assetto” nella gestione del rischio idrogeologico. Riferimento alle discipline regionali per la prevenzione dei dissesti idrogeologici e la difesa del suolo. Esame delle previsioni più recenti e avanzate contenute in alcuni piano di bacino di rilevanza interregionale e regionale.

  1. La gestione del rischio idraulico.- Ricognizione delle fonti normative vigenti. Breve excursus della normativa: dai RR.DD. 368/1904 e 523/1904 fino ai più recenti correttivi al d.l.vo 152/06 e s.m.i. I rapporti tra la disciplina del R.D. 523/1904 e la disciplina della pianificazione di bacino. Il vecchio “arnese” del “buon regime delle acque pubbliche” e il “nuovo” concetto di “rischio idraulico” a confronto. Interventi edilizi e/o le opere ammissibili nelle aree interessate dal pianificazione del rischio idraulico e dal vincolo idraulico (in primis ex art. 96, R.D. n. 523/1904). La centralità della pianificazione di bacino (anche) nella gestione del rischio idraulico. Ricognizione delle fasce di tutela di piano e dei relativi caratteri. Problemi e criticità. Le questioni pratiche e gestionali più attuali. La questione (urgente) dell’aggiornamento della disciplina di piano a fronte del mutamento delle situazioni di fatto. Ampi cenni alle normative regionali in tema di rischio idraulico. Esame delle previsioni più recenti contenute in alcuni piano di bacino di rilevanza interregionale e regionale.

La polizia idraulica. L’individuazione preliminare dell’oggetto della tutela. L'urgenza di operare una ricognizione delle “acque pubbliche” ai fini della corretta gestione della polizia idraulica. L’impatto delle novità introdotte dalla legge Galli fino al testo unico ambientale (d.l.vo 152/06 e s.m.i.) nella ricognizione delle “acque pubbliche”. Gli indirizzi della giurisprudenza sulle questioni più attuali e scottanti. I rimedi escogitati in ambito regionale per contenere l’effetto potenzialmente dirompente della dichiarazione di pubblicità di tutte le acque. Esempi di regolazione e di gestione: l’operazione di ricognizione del reticolo idrografico “significativo” (Liguria) o “minore” (Lombardia) e i relativi riflessi gestionali. Le opere idrauliche. Le discipline statali e regionali. Le competenze alla realizzazione e gestione. Le questioni pratiche più attuali in tema di opere idrauliche.

Le aree di pertinenza dei corsi d’acqua. I vincoli che il legislatore regionale deve rispettare ex art. 115 d.l.vo 152/06. Le questioni da affrontare nel varo della disciplina (regionale) L’inammissibilità di tombinature. Riferimento alle discipline regionali. Casistica giurisprudenziale.

Il rischio idraulico e i nessi con la gestione del demanio idrico. I poteri dell’Autorità amministrativa diretti a rimuovere fenomeni di “inquinamento idraulico”. Rapporti tra disciplina urbanistica e disciplina idraulica nella repressione di fenomeni di abusivismo. La rilevanza delle sanzioni penali ed il ruolo del giudice penale nella tutela del vincolo idraulico.

  1. La gestione del rischio alluvioni.- La direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23/10/07, relativa alla valutazione ed alla gestione dei rischi di alluvioni; il d.l.vo. 49/2010 (con le modifiche introdotte dall’art. 19 della l. 97/13), di attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni; la valutazione preliminare del rischio alluvioni e i piani di gestione del rischio alluvioni. Cenni alle discipline regionali in tema di gestione del rischio alluvioni. Esame delle esperienze più recenti relative all’adozione di piani di gestione del rischio alluvioni. Criticità riscontrate nel procedimento di varo dei PGA. Il tema dei rapporti con la disciplina dei piani di bacino (assetto idrogeologico).
  2. Il ruolo della Protezione Civile nella gestione dei rischi legati alla difesa del suolo.- I nessi tra la disciplina sui rischi idraulico/alluvioni e la disciplina in tema di protezione civile. L’assetto vigente delle misure di protezione civile per prevenire i danni da rischi legati alla difesa del suolo. Il Sistema di allertamento nazionale nella Direttiva P.C.M. 27/2/04. Analisi dei requisiti organizzativi e funzionali del SAN per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile. Il ruolo delle regioni, delle Autorità di bacino e degli enti locali. La rilevanza della pianificazione locale. I poteri e responsabilità delle amministrazioni locali. Riferimenti a casi concreti.
  3. I più recenti tentativi di sbloccare gli interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico: la disciplina speciale per le attività di progettazione ed esecuzione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. La struttura di missione contro il dissesto idrogeologico. Le misure di semplificazione burocratica nel d.l. 133/14 per la mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio. Riflessioni critiche sull’assetto normativo e istituzionale attuale e su quello adombrato dal d.l. 133: possibili ipotesi per una profonda revisione, anche in relazione agli scenari di riforma della Costituzione. I fenomeni di ”inquinamento idraulico e idrogeologico”. Una possibile nuova orientazione della disciplina.

     

    7. Il ruolo della giurisdizione (civile, penale e amministrativa) nel settore della difesa del suolo, della gestione dei corsi d’acqua e della protezione civile.- La distribuzione delle competenze giurisdizionali. Cenni alle dinamiche del contenzioso sulle gare d’appalto per interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico; i riflessi sulla celere realizzazione delle opere pubbliche in ambito idrogeologico e idraulico. Riflessioni critiche.

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